Convegno ‘Extrema Ratio’ – La Direttrice dell’Istituto Artemisia di Torino, nel suo intervento, espone quanto sia importante mantenere vive la propria autostima e le proprie relazioni per prevenire un disagio che può insorgere negli operatori di Polizia.

Venerdì 6 maggio 2022,presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito in C.so Vinzaglio 6 a Torino, la direttrice di Artemisia, Arianna Garrone, è intervenuta in qualità di relatore al

Convegno ‘Extrema Ratio – Quando il disagio colpisce la divisa’.

 

Convegno 'Extrema Ratio'_locandina

Il Convegno è stato organizzato da: COIPS (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale in Polizia), MOSAP (Movimento Sindacale Autonomo di Polizia) e LeS (Libertà e Sicurezza).

 

L’evento nasce per puntare i riflettori su di un argomento molto delicato e spinoso: il numero dei suicidi che si stanno verificando nelle varie tipologie delle Forze dell’Ordine e, quindi, anche in Polizia.

Molti sono i fattori che possono indurre chi appartiene alle Forze dell’Ordine a compiere un gesto tanto ultimativo e non è sicuramente in questo articolo che si possa fare una disamina tanto profonda e difficile. Riteniamo utile, però, rimarcare come molti individui abbiano difficoltà nell’accettare e nell’ammettere di aver bisogno di aiuto. Questa difficoltà ad ammettere di essere in un momento di debolezza si fa sentire, ancor di più, se il ruolo ricoperto richiede di essere sempre pronti e disponibili a difendere ed aiutare gli altri come è normale che sia per militari e poliziotti.

 

La potenza della relazione come prevenzione del disagio” di Arianna Garrone

 

Come sempre, per poter fronteggiare al meglio il fenomeno, diviene di primaria importanza agire prima che il disagio si manifesti ed è proprio in quest’ottica che si inserisce l’intervento della Direttrice dell’Istituto Artemisia –Counseling di Torino.

L’intervento si è snodato linearmente su molti punti importanti da attuare per giungere ad un grado di consapevolezza tale che consenta al singolo individuo di gestire al meglio le sue emozioni vivendo meglio in se stesso e con gli altri.

 

L’Intervista

La Consapevolezza

Essenziale, e di primaria importanza, è imparare a fermarsi ad ascoltarsi.  Superare il “rumore interno” creato dai propri pensieri che riempiono la testa inducendo ad agire, il più delle volte, in modo automatico. Facile a dirsi, difficile a farsi quindi chiediamo ad Arianna Garrone: come si può sviluppare la consapevolezza sul sentire interno che permetta di percepire chiaramente l’insorgere del disagio che crea  malessere?

“Occorrerebbe imparare a prendersi cura di se stessi creando l’abitudine di prendersi un po’ di tempo per instaurare una sana relazione con la propria interiorità in quella che amo definire la ‘stanza del silenzio’. Tacitare la mente che è continuamente presa da una molteplicità di pensieri che non ci lascia lo spazio per ritrovare il nostro sentire più profondo.

Per riaprire il dialogo interiore possiamo porci delle domande come, ad esempio:

  • Come sto?
  • Cosa sento?
  • Cosa voglio?
  • Sono contento?
  • Cosa voglio essere e cosa non voglio essere?
  • Ho le risorse per affrontare quella situazione o no?”

La manutenzione delle Relazioni 

Altro punto fondamentale per poter prevenire il disagio, sta nel mantenere vive le relazioni che si intessono con gli altri. Come si può fare? Applicando quotidianamente quella che Arianna Garrone definisce “la manutenzione delle relazioni” ma, nella pratica, cosa significa?

“Esattamente come ci prendiamo cura della nostra automobile per far sì che rimanga sempre efficiente, altrettanto dovremmo fare con le nostre relazioni. I passi da compiere sono semplici:

  • nutrire le relazioni, con parole o piccoli gesti che facciano capire agli altri quanto li riteniamo importanti per noi;
  • strutturare dei legami attraverso la condivisione dei valori e degli obbiettivi, come sono, ad esempio, quelli che portano le persone a volersi arruolare in Polizia;
  • utilizzare la gratitudine verso se stessi per tutte le occasioni in cui si è riusciti a fare qualcosa di positivo grazie alle proprie risorse e verso gli altri quando ci hanno sostenuti ed aiutati. Un semplice ‘grazie’ non costa e, a volte, fa miracoli;
  • sostenere e farsi sostenere nei momenti di difficoltà che sicuramente si possono verificare sia nella vita personale sia in quella lavorativa;
  • chiudere i sospesi senza lasciare che, piccole incomprensioni o piccoli screzi, se non risolti e soffocati nel silenzio, possono creare muri altissimi che aumentano l’incomunicabilità;
  • nutrire la propria autostima in modo da evitare di sentirsi inadeguati e senza possibilità di affrontare i problemi quando si verificano o di godere appieno dei riscontri positivi al nostro operato.

Quelli appena enunciati, sono tutti aspetti che aiutano a migliorare la relazione con gli altri e con noi stessi, a gestire la routine quotidiana e sostengono nel superamento dei momenti di difficoltà e dal senso di solitudine”.

“Puoi cercare in tutto l’universo qualcuno che sia meritevole del tuo amore e del tuo affetto più di te stesso e non lo troverai in alcun luogo. Tu stesso, come chiunque altro nell’intero universo, meriti il tuo amore ed il tuo affetto”. (Buddha)

Convegno 'Extrema Ratio'_Tavolo dei Relatori

La Squadra

Tenere vivi i rapporti con gli altri, soprattutto con i colleghi, crea l’opportunità reale di creare un gruppo coeso ma qual è la vera potenza del ‘fare squadra’?

“Fare squadra, significa anche saper osservare i colleghi, sviluppare una capacità di attenzione, creare delle relazioni e una comunicazione funzionale. Vuol dire avere il ‘coraggio’ inteso come coraggio del cuore di essere presenti nella loro vita anche solo per fargli sapere che ci siamo e siamo disponibili a camminare al loro fianco”.

I legami più profondi non sono fatti né di corde, né di nodi, eppure nessuno li scioglie”. (Lao Tzu)

La notte buia dell’Anima

Esiste anche un aspetto più spirituale. Carl Gustav Jung affermava che noi finiamo nella ‘Notte oscura dell’anima’ definendola come la richiesta del risveglio da parte della nostra interiorità. Cosa vuol dire, come si può inserire questo nella prevenzione del disagio e quali strumenti si possono utilizzare per uscirne al meglio?

“La notte oscura dell’anima è quel periodo in cui tutta la tua vita e le tue certezze crollano, una ad una, inesorabilmente, ti sembra di sprofondare ed il buio inizia a circondarti. Senti di non avere vie d’uscita, di essere stato risucchiato in un pozzo profondo e di non avere la forza per risalire. Quelle che provi sono emozioni negative, così cupe che, in alcuni casi, possono sfociare in momenti depressivi. Le persone intorno a te dicono che presto la luce ritornerà e tutto si sistemerà ma tu non riesci ad intravvedere alcun miglioramento. Ogni giorno che passa sei sempre più perso, non sai più che fare, ti senti disperato e solo perché, mai come adesso, le persone intorno a te non ti capiscono, anzi!”

I Segnali

Quali sono i segnali premonitori dell’arrivo della notte dell’anima?

“Le prime avvisaglie si possono cogliere quando compaiono:

  • uno stato emotivo d’intensa depressione, che può giungere fino alla disperazione;
  • una forte tendenza all’autocritica e all’autocondanna.

Si potrebbe manifestare anche come un indebolimento della volontà e una grande difficoltà ad agire.

Ma la notte oscura dell’anima non arriva “dal giorno alla notte” e viene preannunciata da molti segnali come, ad esempio:

  • la carriera che hai scelto e per la quale hai faticato tanto non è poi così gratificante;
  • le amicizie su cui tanto contavi si allontanano;
  • la relazione di coppia non è stabile o idilliaca come ti ostini a voler credere.

Lo Stato d’animo

Realizzi con dolore e delusione che, anche se cerchi di tenerla in piedi, la tua realtà inizia a sgretolarsi. Alcuni degli interessi personali, che prima tanto occupavano e preoccupavano, si ‘scoloriscono’, per così dire, perdendo la loro importanza e il loro valore.

Nuovi problemi si affacciano: la persona comincia a chiedersi il senso della vita, il perché di tante cose che prima accettava come normali, il perché della sofferenza propria e altrui, la giustificazione di tante disparità di fortuna, l’origine dell’esistenza umana ed il suo scopo ultimo.

È anche la circostanza in cui si manifestano più sentimenti contemporaneamente che contrastano tra loro creando confusione e smarrimento. Si sente la necessità di fare pulizia nella propria vita. Ci si sente intrappolati, si vorrebbe cambiare, ma non si sa come e cosa. È proprio questo il momento in cui c’è bisogno di sostegno in quanto non ci si è mai sentiti tanto soli.

Potrebbe emergere un sentimento di umiliazione e\o vergogna ma l’importante è non giudicarsi.

Cosa Fare

Occorre fermarsi, accogliere la propria difficoltà, cominciare ad abituarsi al buio. Poi, muovendosi molto lentamente, avere l’umiltà e il coraggio di chiedere auto. Gli altri devono mantenere  un filo con chi non sta bene. Significa volergli bene, volere il suo bene.

La buona notizia è che la notte oscura dell’anima è davvero una fase temporanea.

La brutta notizia è che è davvero oscura e faticosa e non si sa quanto durerà.

Per quanto possa suonare paradossale, occorre però sottolineare che:

più la notte sarà oscura, più l’alba che giungerà sarà luminosa”.

L’aiuto con il Counseling

Da molto tempo l’ Istituto Artemisia collabora con il Coips offrendo un servizio di ascolto quindi Le chiedo: come si può sostenere l’operatore di polizia in difficoltà tramite il Counseling?

“Credo che lavorare in un ambiente, dove un certo livello di rigore è certamente fisiologico per i fini che si perseguono, a volte sia possibile accumulare un eccessivo carico emotivo  derivante dai forti limiti esterni dettati dalle regole ordinamentali.

Inoltre penso che gli operatori che devono fronteggiare eventuali emergenze e quindi adottare norme molto rigide, abbiano la necessità di bilanciare le difficoltà ed il rigore esterno con consapevolezza, libertà e leggerezza interiore, tutti elementi che aiutano a mantenere un buon equilibrio interiore e prevenire situazioni drammatiche.

In sintesi, l’ascolto ad opera del counselor, professionista di aiuto in ambito relazionale, potrebbe far ritrovare quella libertà interiore in grado di sostenere il ben-essere degli operatori prima che il disagio si trasformi in qualcosa di più grave e profondo”.

Certi che interventi come questi possano essere sicuramente utili, ringraziamo sentitamente Arianna Garrone per la gentilezza e la paziente benevolenza con cui ha voluto rispondere alle nostre domande.

Nicoletta Viali – Ufficio Stampa e Comunicazione Istituto Artemisia

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