Nell’articolo l’intervista a Cristina Salà, insegnante di Counseling Narrativo e Scrittura Trasformativa per i futuri Counselor dell’Istituto di Formazione Artemisia.

A volte, i particolari sono quelli che ti colpiscono maggiormente e, così, ti ritrovi a chiederti perché mai, per definire una tecnica di Counseling, si impieghi il verbo narrare anziché raccontare. Eppure, già solo il termine narrare evoca qualcosa di grande importanza che racchiude un valore intrinseco maggiore del raccontare ma perché?

In fondo, nel senso comune, narrare e raccontare sono ritenuti sinonimi ma è davvero così?

Iniziamo la ricerca e scopriamo che raccontare vuol dire descrivere i fatti per come si sono svolti, magari molto dettagliatamente quindi, in definitiva, il racconto è di stile informativo.

Narrare, invece, è proprio del modo dell’uomo per spiegare gli eventi della sua vita quotidiana mettendo ordine nei fatti e definendo una precisa successione nelle emozioni che si sono susseguite in quell’evento.

Da questo possiamo affermare che il racconto è sì il resoconto di quanto accaduto dal punto di vista di chi l’ha vissuto, ma mantiene un certo distacco mentre la narrazione è molto più soggetta al ‘sentire’ di chi ha vissuto l’evento.

Inutile sottolineare che, a questo punto, la curiosità di sapere cosa sia il Counseling narrativo cresce notevolmente e ne parliamo con Cristina Salà, diplomata in Counseling Relazionale ad indirizzo junghiano presso l’Istituto Artemisia. In seguito, ha frequentato il triennio di formazione in Storytelling trasformativo e, successivamente, gli approfondimenti “Dialogo con gli archetipi” e “Romanzo familiare” presso Upaya, la scuola di crescita creativa di Eric Minetto. Svolge la professione di Counselor con colloqui individuali, workshop, gruppi di crescita personale utilizzando lo storytelling e la scrittura creativa/trasformativa. È docente di Counseling Narrativo e Scrittura Trasformativa nel corso triennale di Counseling Relazionale dell’Istituto di Formazione Artemisia.

Counseling Narrativo

La nostra prima domanda è: come si può definire il Counseling narrativo?

L’uomo da sempre ha fame di storie siano esse scritte, narrate, filmate, ascoltate o cantate e questo perché le storie sono strumenti per vivere per conferire ordine nel caos delle nostre realtà.

Il Counseling Narrativo fa suo questo principio infatti è uno strumento che utilizza la narrazione per mettere a fuoco una determinata situazione, collegandola a eventi precedenti e successivi, trovando relazioni con altri eventi, attribuendogli significato, mettendo attenzione su eventuali schemi interpretativi e sulla relazione con le esperienze, conoscenze e convinzioni personali.

Attraverso questo strumento, il Counselor si fa tramite per aiutare la persona a passare da un racconto di fatti ad una narrazione più approfondita che tenga conto delle impressioni e percezioni. In questo modo la si aiuta a fare luce su nuovi frammenti di memoria in modo da arricchire la storia di contenuti e arrivare così a nuove comprensioni. Questa tecnica può essere usata sia in un colloquio orale, sia attraverso la scrittura”.

Che differenza c’è tra  il counseling narrativo orale e quello scritto?

Quando un Counselor ha davanti a sé un cliente che esprime un difficoltà, può usare questo strumento aiutandolo a restare in contatto con le sensazioni che scaturiscono dal suo racconto, per aiutarlo a sviluppare un nuovo punto di vista e portarlo verso le emozioni provate, in modo da poterle elaborare con un’attenzione diversa per arrivare a eventuali altre conclusioni o revisioni,  con la possibilità conseguente di attribuire significati altri all’evento in oggetto. Per farlo sta attento alle parole, ai tempi verbali, ai modi di dire, alle espressioni gergali; in altre parole mette l’attenzione sul linguaggio.

Naturalmente la stessa cosa si può fare con la scrittura; la differenza sta nel tempo dell’esposizione, nell’organizzazione dei pensieri, nella forma e nella possibilità di rilettura”.

Scrittura Trasformativa

E la Scrittura Trasformativa in cosa consiste?

Quando scriviamo decidiamo come, quando e dove farlo, ci prendiamo il tempo per riorganizzare le idee e scegliere le parole per poi fissarle sul foglio dando forma ai nostri pensieri. Inoltre, quando si scrive si è soli e lo scrivere diviene un esercizio intimo che premette di tirare fuori cose che in un colloquio potrebbero uscire con difficoltà o non uscire affatto.

Nella scrittura trasformativa vale il concetto che: “la forma dà sostanza” perché diventa il veicolo di svelamento che ci permette di trovare un significato nella confusione della nostra esistenza o nello specifico del nostro disagio.

I pensieri volano via e si aggrovigliano e le parole sfuggono. La scrittura, invece, è concreta e salda, fissa qualcosa che resta nel tempo, quando scriviamo imprimiamo le nostre parole su una materia che resiste al tempo (pensiamo all’inchiostro e al foglio di carta) assolvendo così due importanti funzioni: la rilettura e la memoria”.

Counseling Narrativo e la Scrittura Trasformativa: il Corso

Perché è così importante che il Counseling Narrativo e la Scrittura Trasformativa siano all’interno del triennio di formazione dei futuri Counselor di Artemisia?

Narrando esprimiamo la nostra visione della realtà, il nostro punto di vista, le nostre convinzioni e auto-narrandoci, e qui entra in gioco anche l’autobiografia, diamo senso e significato al nostro vissuto. Nel processo narrativo ed in particolare nella scrittura trasformativa, si ricostruisce, si reinterpreta, si mette a punto, si recuperano esperienze che portano a immaginare nuovi scenari arrivando a nuove conclusioni e a nuove consapevolezze che possono modificare il nostro agire.

La scrittura ha una funzione terapeutica potente: aiuta a liberarsi, a prendere distanza, ad ascoltarci a razionalizzare a codificare e ricodificare ed è proprio per questo che, nel mestiere del Counselor, è importante imparare a utilizzarla.

Calvino dice: “dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio”. Credo che questo suo pensiero esprima bene quello che il Counseling Narrativo e la Scrittura Trasformativa possono fare”.

Ringraziamo Cristina Salà per la chiarezza e la gentilezza con cui ha risposto alle nostre domande. Le sue risposte ci hanno fatto comprendere appieno quanto Counseling Narrativo e Scrittura Creativa possano realmente aiutare nella Relazione d’Aiuto con il proprio cliente.

Visita il sito dell’ Istituto Artemisia

Nicoletta Viali – Comunicazione e Ufficio Stampa Istituto Artemisia

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